Domande e Risposte

Domanda: la teledidattica presenta problemi di partecipazione: alcuni studenti, soprattutto della secondaria di secondo grado, non si collegano in modo sistematico; alcuni alunni, anche di primaria e secondaria di primo grado – che pure si collegano – non sono puntuali nell’adempimento delle consegne; ci sono alunni che hanno difficoltà perché devono dividere il computer con altri membri della famiglia ed infine ci sono alunni che in casa non hanno nessuno che possa aiutarli. Come si può conciliare questa situazione molto complessa con la specifica caratteristica delle attività del progetto che è quella del lavoro cooperativo?

Risposta: rispondo a questa domanda attraverso due considerazioni: 1. le attività del progetto entrano in quelle della didattica ordinaria come parte integrante di quest’ultima che intendono potenziare a livello di motivazione ad apprendere e a livello di efficacia della didattica; l’emergenza Covid 19 ci ha costretto a modificare il percorso rispetto alla progettazione iniziale: rimandiamo ad altro tempo quelle alcune delle che hanno forte centratura sul fare condiviso e che necessitano di essere svolte in presenza (vedi attività d’impresa) e ci concentriamo su quelle di approfondimento culturale le quali condividono la stessa sorte delle attività della didattica ordinaria. Nel nostro caso, questa sorte comune è caratterizzata dalle difficoltà della teledidattica sopra descritte. Sia per quanto riguarda gli apprendimenti disciplinari, sia per quanto riguarda gli approfondimenti tematici della ri-progettazione, dunque, ci avvarremo delle risorse offerte dalla teledidattica ed anche ne gestiremo in modo flessibile le difficoltà. 2. Se anche parte del lavoro sarà svolto in alcuni casi individualmente, l’obiettivo del lavoro cooperativo resta perché tutti contribuiscono, con il proprio lavoro ed impegno, al raggiungimento di un obiettivo comune.

Domanda: è corretto estendere il lavoro sulle parole – concetto per far interagire i bambini e le loro famiglie, attorno ad alcune “parole-chiave” e”parole di senso” legate al progetto, che individueremo insieme “a 4…6…8 Mani”?

Risposta: sì, certo! il senso del lavoro sulle parole-concetto che vi ho proposto nella ri-progettazione è proprio questo: 1. riflettere sulle verità, le storie, i ricordi, le idee veicolate dalle parole che ricorrono in questi giorni, che talvolta sono anche abusate con la conseguenza della loro perdita di senso; 2. estendere questo lavoro di ricerca di senso dentro il lavoro che caratterizza ogni Gruppo cooperativo e ogni ACS e che solo in parte è stato realizzato dall’inizio dell’anno scolastico fino al 25 febbraio. Così, alla ripresa sarà come non aver mai interrotto il percorso: ci si è solo fermati e questa sosta – resa attiva ed operosa dall’esperienza della didattica a distanza, dal lavoro individuale e da quello a 4 mani, consentirà di acquisire nuove conoscenze (obiettivo comune ABC) e più profonda consapevolezza (obiettivo comune G1). Faciliterà, dunque, la ri-partenza appena possibile e conferirà maggiore continuità al passaggio di consegne tra le classi uscenti e quelle che restano e/o entrano per concludere il percorso.

Domanda: il grosso del lavoro della ri-progettazione si svolge individualmente o con l’aiuto delle famiglie come avviene per la didattica ordinaria svolta a distanza. È comunque possibile prevedere momenti di dialogo e confronto intergruppo ABC e interACS utilizzando la piattaforma in uso per la didattica ordinaria? Ha lo stesso valore del lavoro cooperativo svolto in presenza?

Risposta: sì, è utile e opportuno organizzare almeno un momento di confronto dialogico utilizzando modalità e risorse della didattica a distanza (vedi Riprogettazione, Indicazioni generali, p.3; Allegato 1, ABC, p.1; Allegato 2, G1, p. 4; Allegato 3, G2., p. 2).
Per quanto attiene all’equivalenza valoriale della cooperazione in presenza e a distanza, è evidente che non si tratta della stessa cosa, soprattutto per quanta riguarda il lavoro “insieme”: è una differenza che sperimentiamo ogni giorno. Io consiglierei di puntare su di un valore che resta inalterato anche nella distanza e cioè quello dell’obiettivo condiviso che è la finalità del valoro di ciascuno anche se volto individualmente e che si rinforza, ove questo sia possibile, nei momenti di dialogo “a distanza” reso possibile dall’utilizzo della piattaforma. Scrive a questo proposito una collega della scuola primaria: «Anche per la stesura del diario di bordo ho cominciato a pensare ad un’idea alternativa che faccia “virtù, della “chat” di Classroom. Cercherò di farla adoperare in maniera fruttuosa finalizzandola al progetto».
Ma per tornare all’idea che l’obiettivo comune è ciò che rende cooperativo il lavoro personale, osservo che, in questa tragica situazione di separatezza sociale, la tensione di tutti di uscirne prima possibile e, nel frattempo, l’impegno a contenere nuovi contagi e nuovi decessi, sono le motivazioni profonde che ci danno forza e sostengono le nostre condotte responsabili. Mai come ora, infatti, il pensiero dell’Altro e del bene comune devono diventare orizzonte di senso per le nostre scelte ed i nostri comportamenti.